Pubblicato il 27 gennaio 2014

27 Gennaio, Giornata della Memoria

L’ HUFFINGTON POST

Perché la Giornata della Memoria

non scivoli addosso ai nostri ragazzi

Della Passarelli

Direttore Editoraile Sinnos Editrice

Pubblicato: 27/01/2014 09:58
Qualche tempo fa mia figlia, che allora frequentava la scuola media, si lamentò del fatto che la Giornata della Memoria fosse sempre la stessa storia: film e letture su olocausto e crimini nazisti, per poi tornare il giorno dopo a non parlarne più, se non per esigenze di programma scolastico. Credo si debba stare molto attenti a non svuotare di significato – lavandoci la coscienza per averlo celebrato – quello che deve essere il 27 gennaio: la punta di un iceberg, di un lavoro costante e profondo, di un’attenzione vigile, perché non accadano mai più orrori come quello messo in atto dal nazifascismo.

Questo impegno, da parte di noi adulti nei confronti dei ragazzi, deve e può essere declinato costantemente in tanti modi diversi. Innanzitutto partendo dai nostri comportamenti, dal linguaggio che usiamo. E naturalmente dando loro strumenti per informarsi. Per comprendere quello che è avvenuto e per prendere le distanze da atteggiamenti che apparentemente sembrano poco importanti, ma che invece sono campanelli di allarme pericolosi, come la pubblicazione da parte della Padania degli appuntamenti della Ministra Kyenge e le posizioni razziste della Lega Nord.

I documenti nudi e crudi a volte potrebbero bastare. Nel libro Dalle Leggi razziali alla Shoa, di Nando Tagliacozzo – Sinnos 2008 - un libro fatto interamente di documenti, tra quelli che mi hanno più colpito c’è il pezzetto di carta che veniva dato alle famiglie prima di essere deportate:

1. Insieme con la vostra famiglia e con gli altri ebrei appartenenti alla vostra casa sarete trasferiti;
2. bisogna portare con sé:
- viveri per almeno 8 giorni
- tessere annonarie
- carta d’identità
- bicchieri;
3. si può portare via:
- valigetta con effetti e biancheria personale, coperte ecc.
- denaro e gioielli;
4. chiudere a chiave l’appartamento, la casa e prendere con sé le chiavi;
5. ammalati anche in casi gravissimi, non possono per nessun motivo rimanere indietro. Infermeria si trova nel campo;
6. venti minuti dopo la presentazione di questo biglietto la famiglia deve essere pronta per la partenza;

Si può partire da questo foglietto, ragionare su quanto ci si metta di solito a preparare i bagagli prima di partire per un viaggio; immaginare che la polizia entri in casa vostra e ve lo consegni. A voi che sapete di far parte di una comunità che – non si sa bene perché – subisce di giorno in giorno limitazioni e vessazioni: non può entrare in alcuni luoghi, non può frequentare la scuola, l’università, il lavoro …
Oltre ai documenti ci sono le storie, quelle che gli scrittori mettono nei libri, che pure si basano sulla storia vera. Libri preziosi per vaccinare contro l’ignoranza – terreno fertile perché la storia fatta di orrori, ingiustizie sopraffazioni, continui a ripetersi. Libri che mostrino come, anche se giovani, si può essere interessati al passato. Perché non ritorni.

Due libri recenti, hanno in comune due ragazzi come protagonisti, che – per motivi diversi – si trovano ad interrogare protagonisti dell’antifascismo su quanto è avvenuto nel loro passato. Entrambi devono smantellare le asperità dei caratteri di queste persone ormai anziane, che per certi versi hanno visti traditi i propri ideali.

Avevamo vent’anni come voi - dice il partigiano Lupo ne L’estate della maturità, di Anna Balzarro, storica ed esperta di resistenza -ed eravamo cresciuti sotto il fascismo, bombardati dalla propaganda di regime. Ma quando è stato necessario, abbiamo saputo dire NO“. E Giulio, ragazzino appena diciottenne scopre che per quella ribellione profonda e determinata, sua nonna, insieme ad altre donne, ha pagato in maniera drammatica le conseguenze.

Bellissima la graphic novel uscita per Tunuè di Paco Roca, I solchi del destino . Un giovane scrittore cerca e trova l’ultimo tassello delle sue ricerche sul ruolo svolto dai repubblicani spagnoli nella vittoria sul nazismo, quando gli esuli dalla Spagna franchista “finirono in tutti gli angoli della contesa mondiale”. “Tutte queste storie sono storie da vecchi - dice lo scontroso Miguel – a chi interessano? ” Risponde il giovane Paco: “Credo che dovrebbero interessare tutti, per non tornare mai più a soffrire e per colpa delle idee fasciste, no?

E di questo si tratta: non dimenticare perché non accada mai più. Tanti libri mi vengono in mente, per ragazzi grandi e piccoli, ma il mio post diventerebbe interminabile. Allora ecco il mio consiglio: andate in libreria, nelle librerie – preziosissimi luoghi di diffusione di memoria – in cui librai competenti possano aiutarvi a trovare il libro che fa per voi e soprattutto per i vostri ragazzi, per non perdere la memoria.

Ecco i link ai circuiti delle librerie indipendenti per ragazzi: spero – nonostante la grave scarsità di librerie di questo tipo nel nostro territorio nazionale – che possiate trovarne una accanto a voi:

- Librerie Indipendenti ragazzi;
- Coordinamento librerie ragazzi;
- Cleio.

Infine un ringraziamento, a Simone Saccucci , per questo post. Lui sa perché. E vi invito a conoscere il lavoro di Simone che – come i protagonisti dei libri citati – è un giovane che non vuole perdere la memoria. Lo fa con le sue canzoni, i suoi spettacoli. Un impegno costante e attento. Lo ringrazio anche per questo.

 


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